Allora oggi mi va di parlare dell’ultimo tv ad di Ikea, quello che sta girando qui in England, che fa parte della nuova campagna negli Uk e Irlanda dal nome

Make Small Spaces Big “.

Qui si dispiega una narrazione nella narrazione, la bambina che gioca con la sua fantastica casa delle bambole, entriamo quindi nel suo mondo magico ed immaginario.

È la storia nella storia.

Due porte che aprono su due realtà, la prima quella che ci apre al mondo reale,dove viviamo noi e la bambina che gioca  e la seconda è la realtà fantastica immaginata dalla bambina.
Lo spettatore viene quindi catapultato nel “mondo Ikea“, un mondo fatto di bambole, dove per uno strano incantesimo le bambole si animano e diventano umani.
Pertanto abbiamo  due livelli di narrazione che si intrecciano.
Il payoff alla fine dello spot dice “ rendi grandi degli spazi piccoli” il che ci sta tutto, data la rappresentazione di una casa (reale) con quella delle bambole dove  le stanze sono molto piccole.
In linea con i nostri tempi, dove giovani coppie non hanno a disposizione grandi fortune da investire in mega appartamenti…

…della serie se trovi un 60 mq ti ha detto culo!

Quindi la metafora della casa delle bambole ci sta tutta, anche perché rispecchia il desiderio di ognuno di noi di rendere la propria abitazione o anche semplice stanza, unica, bellissima, super cool, oltre che rispecchiare la nostra personalità.
Fino a qui, mi convince, il problema sorge quando  entrano in scena queste barbie animate! L’effetto grafico e scenico è fatto benissimo, per quanto mi riguarda sono stata completamente folgorata da quelle immagini, supportate egregiamente dalla musica, che amplifica lo stato di rottura con il mondo quasi silenzioso nel quale si trova la bambina, accentuandone così la differenza.
C’è uno shock iniziale dello spettatore, il quale si ritrova di fronte una realtà nuova, che fa fatica a metabolizzare. La prima volta che si vede lo spot non si pensa neanche che si tratti di Ikea, solo alla fine quando compare il logo c’è la presa di coscienza che si tratta del noto marchio svedese.
È inutile che sto a dirlo quanto è forte ed impattante tale spot pubblicitario, tra l’altro c’è una versione molta più lunga che di fatto rompe con la precedente strategia ammazza gnomi da giardino che non mi ha fatto impazzire per niente.

Pertanto per ricapitolare abbiamo:

Mondo Ikea=mondo dei sogni, delle favole, dove i nostri desideri di bambini si avverano.

della serie che cu..lo ops scusate!

Ma mi chiedo, l’associazione al mondo plastificato delle bambole, dove fondamentalmente l’essere umano è omologato non è un po’ forte?
L’associazione uomo=bambola è stata resa possibile grazie al piccolo escamotage della storia nella storia, ma di fatto la rappresentazione del mondo reale che ne viene data a mio avviso è un po’ eccessivo; per carità c’è del vero dentro perché alla fine diciamolo chiaro e tondo, Ikea ha contribuito alla omologazione dei gusti e delle case di molti.
Con la scusa che uno va e si sceglie i pezzi che vuole, li mixa tra loro, fa un bel patchwork, tutti pensano di essere diventati di colpo dei creativi interior designer!
Comunque questo è un altro capitolo,  in poche parole a me queste bambole se pur fantastiche (notare le fantastiche natiche della mamma), mi hanno leggermente irritato, non so perché, forse perché credo fermamente che anziché progredire la specie umana a volte sembra regredire e questa rappresentazione della realtà certo non aiuta.
Un altro elemento che mi ha incuriosito è il fatto che la prima volta che ho visto lo spot, essendo tutta la mia attenzione concentrata sulle bambole, ammirata nel vederle muovere e incuriosita di capire come fosse possibile tutto ciò, mi son però persa per strada i mille oggetti di arredo che nei 30 secondi o minuto di spot vengono mostrati.

Uno solo in particolare mi è rimasto in mente alla fine dello spot, ovvero i ganci da muro per attaccare lo skateboard and that’s it!

Quindi mi chiedo è intenzionale o no? Perché secondo me lo spettatore è completamento perso nel mondo delle bambole  e si perde quello che poi è l’oggetto della comunicazione…

…ovvero  mostrare quante piccoli aggeggi Ikea ci possono tornare utili nelle nostre microscopiche casette!

Sfido tutti a dirmi ora quanti oggetti Ikea ha memorizzato dopo la prima visione!

Interessanti i commenti al video.

A voi i credits.

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