Quando è stata l’ultima volta che ho scritto un articolo per questo blog? Secoli fa….ed ora ho gli arretrati…tanti.

Oggi vorrei mettere a confronto due spot pubblicitari ora on air nelle tv degli inglesi,che raccontano il Natale in due modi completamenti diversi.

Bhè al dire il vero il concetto è unico per entrambi, ovvero regalare un sogno ad occhi aperti ai piccoli e ai grandi spettatori/consumatori, raccontare un mondo immaginario, fatto di dolcezza e fantasia.

Una delucidazione va fatta. Chi sono i creatori di questi due mondi immaginari? Si chiamano John Lewis and Marks&Spencer, ovvero il primo è una sorta di Rinascente inglese (qui in Inghilterra ce ne sono a migliaia di posti simili), un po’ posh, dove all’interno trovi diversi brand (per l’abbigliamento, la casa, gli elettrodomestici etc.); mentre il secondo è un po’ l’equivalente della nostra ex Standa/Oviesse, anche se con qualche differenza. Marks&Spencer ha sviluppato la sua linea di abbigliamento, i suoi prodotti alimentari e non vende altre marche.

Bhe ogni anno a Natale entrambi producono una campagna di comunicazione decisamente cross mediale (in quanto poi continua sia online che offline),  per cercare di incantare il proprio pubblico e spingerlo a fare gli acquisti di Natale nei rispettivi stores.

Ma veniamo agli spot, io li trovo entrambi ben eseguiti, ovviamente io ho il mio favorito. E voi?

Che ne pensate? Ovviamente c’è da notare una grande differenza, in realtà i rispettivi target sono diversi, se lo spot di M&S sembra essere indirizzato ad un pubblico più adulto (all’interno dello spot stesso vengono suggeriti alcuni dei suoi prodotti, specie accessori e abbigliamento da donna) , nello spot di John Lewis si punta invece più a catturare l’attenzione dei più piccoli e/o risvegliare il bambino che c’è in noi.

A tal proposito è interessante osservare come il tipo di animazione scelta, l’effetto grafico finale sembra un po’ ricordare i primi cartoni animati della Walt Disney, il che mi fa pensare che in realtà il reale target di questo spot sia l’adulto e non il bambino.

Io infatti me ne sono subito innamorata.

M&S punta più sulla spettacolarità, sul mondo immaginario, fatto di lustri e magia, il tutto rafforzato dalla scelta (immagino costosa) dei protagonisti, mentre John Lewis, punta sulla dolcezza, il richiamo al concetto di amicizia (in questo caso  tra la lepre e l’orso).

Due modi e visioni diversi ma entrambi efficaci ed impattanti di raccontare il Natale.

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One response »

  1. Fiammetta says:

    Ma che belli entrambi!! A parte i miei soliti complimenti alla creatività UK, sono d’accordo con te: entrambi sono più che palesi citazioni a 2 mondi possibili assolutamente seducenti e perfettamente combinabili con il mood del Natale.
    Premettendo che trovo fatti molto bene tutti e 2 e credo che sia io che te rientriamo in entrambi i target (prevalentemente femminile, ma non totalmente e sui 25-35 anni di età), su di me lo sai la seduzione della tenerezza degli animali fa sempre il suo effetto, perciò scelgo il primo.
    Ma non solo per questo motivo: senza dubbio Disney è un campo battutissimo, ma non era semplice costruirci un’idea creativa pubblicitaria che fosse poi anche efficace per “vendere il brand”.
    Con Alice in Wonderland il gioco era un po’ più semplice e inoltre vanta già una moltissime citazioni (anche più nel “piccolo”, un nostro cliente quando era stato lanciato il film aveva allestito i suoi punti vendita con simboli che rievocavano il film, tanto per fare un esempio).
    Forse non mi fa impazzire il salto da Alice ad Aladdin, ma visto il clima onirico-ironico, nell’insieme ci può stare.
    Sono espresse 2 facce dello stesso target (il lato più tenero e affettivo nel primo caso e più ironico e sedativo dall’altro) così come sono 2 modi diversi di vedere il Natale: nel primo caso il Natale come momento di “sentimento” in senso ampio e di dolcezza nel secondo caso più come occasione di festa e divertimento.
    Infine, come in ogni “testo” la parte finale è la più importante. Nel secondo caso è molto carino il cammeo di Helena Bonham Carter, anche se il testimonial famoso è senza dubbio un cliche. In questo caso poi l’ambito commerciale si intuisce fin dall’inizio, sia dalla bella ragazza che fa da protagonista che dai prodotti che compaiono da subito. Trovo invece davvero carina e ben riuscita nel primo spot l’idea di voler raccontare davvero una favola in cui il prodotto entra in campo solo alla fine come chiusura e contestualizzandosi perfettamente nella storia.

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